In un mondo fatto di community e Social Media, tutti si espongono mostrando le loro opinioni e portando avanti i propri valori. Le opinioni di alcuni, però, pesano più di altri, tanto da “influenzare” scelte e stili di vita di milioni di persone che si riconoscono proprio in quel personaggio, che sia più o meno famoso. Sono i c.d. “influencers”, gli opinion leader del Web, che sempre più spesso sono i veri destinatari dei messaggi dei brand, proprio per la loro capacità di indirizzare le scelte dei “followers”.
Questo accade anche nel mondo della sostenibilità, dove GreenStyle ha tracciato una mappa dei profili social degli italiani che più degli altri si impegnano a comunicare i temi a essa collegati. Ma prima di andare a scoprire la classifica, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questa figura tipica dei Social Media.

 

INFLUENCER: COS’È?

Influencer

Gli influencers sono gli “opinion leader” dei Social Media

In ambito pubblicitario, il termine “influencer” viene utilizzato per indicare coloro che, per la loro capacità di essere determinanti nell’orientare l’opinione pubblica, sono un importante target da considerare nella strategia di comunicazione, così da sfruttare l’accelerazione a un pubblico più vasto.
La capacità di un influencer di indirizzare le scelte altrui deriva principalmente da reputazione e autorevolezza di cui esso gode in un determinato ambito di interesse. È possibile paragonare l’influencer a quelli che venivano definiti fino a qualche anno fa “Opinion Leader”, dove la differenza fondamentale sta nel mezzo che viene utilizzato, cioè il Web e i Social Media, piuttosto che la carta stampata ad esempio. Inoltre, proprio per il suo legame con il Web, l’accezione di influencer ha finito per avere un riflesso più quantitativo rispetto al classico opinion leader, essendo in grado di raggiungere con i suoi messaggi un numero potenzialmente alto di individui, “followers” appunto, facendo sì che la propagazione tramite il passaparola dei suoi messaggi diventi “virale” in maniera esponenziale.

Esistono varie teorie di classificazione degli influencers nelle discipline economico-sociali, che possono basarsi sull’ampiezza del pubblico (numero di followers), oppure sul livello di influenza che sono capaci di esercitare. In questa seconda classificazione (Forrester Research, 2010), vengono individuate tre categorie:

  1. Social Broadcaster: personaggi noti (star dello spettacolo, dello sport, ecc.) che hanno costruito la loro notorietà al di fuori del Web;
  2. Mass Influencer: coloro che hanno una forte presenza sui social e sono riconosciuti come esperti in un campo specifico dalla “community” con cui interagiscono, dove quindi l’autorevolezza proviene dal loro alto grado di conoscenza della materia;
  3. Potential Influencer: tutti quelli che, per il loro potere comunicazionale e aggregativo, sono potenzialmente influenti per la propria piccola community, e per questo considerati una forma di informazione affidabile per i follower.

 

I TOP GREEN INFLUENCER ITALIANI

Alessandro Gassman

Alessandro Gassman: prima fra gli Italian Green Influencers

Quest’anno, nel corso della prima edizione dei Top Italian Green Influencers, sono stati 10 gli italiani premiati a Milano per il loro impegno nella divulgazione di tematiche legate alla sostenibilità. Lo studio, condotto dalla testata GreenStyle, in prima battuta ha sviluppato una mappatura dei profili social italiani impegnati nella comunicazione della sostenibilità, fornendo il primo identikit del perfetto green influencer italiano:

  • Attivista
  • Con un forte legame con la vita reale
  • Con un’elevata coerenza nel comunicare i temi della sostenibilità

Questo ha permesso di individuare ben 50 profili, poi suddivisi in quattro macro-categorie basate su: Economia Circolare, Mobilità Sostenibile, Cibo Sostenibile, Lifestyle. Per ognuna di esse, sono stati analizzati numero di followers, interazioni e reputation degli account social individuati, permettendo quindi di stilare la classifica finale. Primo fra tutti è risultato Alessandro Gassman, grazie alla sua campagna Twitter #GreenHero con cui diffonde ogni settimana storie di “eroi verdi”, individui ma anche imprese.

I vincitori degli altri premi sono stati:

  • ECONOMIA CIRCOLARE: Alfonso Pecoraro Scanio, avvocato e giornalista pubblicista, in passato ministro a vario titolo e oggi presidente della Fondazione Univerde, impegnata nella diffusione della cultura ecologista e della green economy nel nostro Paese.
  • CIBO SOSTENIBILE: Lisa Casali, scienziata ambientale, autrice di sei libri, autrice del blog Ecocucina con cui racconta come contribuire a ridurre l’impatto ambientale a partire dal cibo.
  • LIFESTYLE: Tessa Gelisio, fondatrice dell’associazione forPlanet Onlus per lo sviluppo di progetti di conservazione ambientale contro il deterioramento degli ecosistemi naturali promuovendo pratiche e prodotti pro-sostenibilità.
  • MOBILITÀ SOSTENIBILE: Luca Talotta, collaboratore de Il Giornale e QN Motori, esperto nel mondo dell’automotive, tra i primi ad avvicinarsi all’elettrico tenendo a battesimo i primi modelli di questo tipo di veicoli e il campionato di Formula E.

 

INSTAGRAM E LA SCOMPARSA DEI ‘LIKE’

Instagram

Instagram sta sperimentando anche in Italia i “like nascosti”

Il social di gran lunga più utilizzato dagli influencer ad oggi è certamente Instagram grazie alle sue varie modalità di pubblicazione, dai classici post alle stories. In questo periodo, però, Instagram sta sperimentando l’addio ai “like”, ovvero nasconde il numero di follower che hanno aggiunto una reaction ai post. Le motivazioni che hanno spinto i vertici del management a fare questa scelta risiedono nell’innumerevole quantità di profili falsi, negli algoritmi e nei servizi a pagamento che permettono di ottenere più like in forma artificiosa per far crescere più velocemente il brand. In questo senso, l’obiettivo del cambio di rotta sta nel tentativo di riportare l’attenzione sui contenuti dei post, piuttosto che sui like che esso riceve e che molto spesso sacrificano il suo significato. Insomma, ora più che mai “Content must be the King”.

Una vera e propria rivoluzione quindi. Ma cosa significa questo per un influencer, che diviene tale proprio grazie alle reaction dei suoi followers? Porterà maggiore autorevolezza o la loro figura sarà esposta a forti rischi?