Content Marketing

“Content is the King”: una frase ormai molto nota quando si tratta di Social Media. Ma cosa significa davvero Content Marketing? Di cosa ha bisogno un contenuto per essere davvero un “re”?
In questo articolo cercheremo di darti qualche strumento utile relativo ai Social Media e spunti su come gestirli a livello contenutistico per parlare al target di riferimento.

“Il marketing non è più questione di ciò che sai produrre, ma della storia che sai raccontare”.
E se lo dice Seth Godin…

 

I 4 SOCIAL CHE NON PUOI NON IMPARARE A UTILIZZARE

Social Media

Scegliere i social adeguati è il primo passo

I Social Media sono molteplici e nella strategia di comunicazione ogni brand sceglie quelli ritenuti più adeguati, a seconda del prodotto/servizio offerto, del target e degli obiettivi.  Ma quali sono i numeri dei social oggi? Ecco una breve panoramica dell’audience per i principali social (Fonte: Facebook 2019).

  • Facebook (31 Milioni di persone: 48% femmine e 52% maschi)
  • Instagram (19 Milioni di persone: 51% femmine e 49% maschi)
  • LinkedIn (12 Milioni di persone: 47% femmine e 53% maschi)
  • Twitter (2,35 Milioni di persone: 32% femmine e 68% maschi)

 

I 4 OBIETTIVI DELLA CONTENT STRATEGY CHE NON PUOI TRASCURARE

Obiettivi

Gli obiettivi di Content Marketing devono essere chiari e coerenti

Le azioni di Content Marketing richiedono tempo, risorse, e quindi soldi. Per questo, una strategia strutturata e coerente predilige dei contenuti che non siano creati a caso, ma costruiti in funzione di obiettivi chiari e di varia natura, come ad esempio:

  • Miglioramento della brand awareness;
  • Acquisizione di nuovi clienti;
  • Generazione di una lead generation;
  • Fidelizzazione del cliente.

 

I 5 CRITERI UTILI A DEFINIRE GLI OBIETTIVI DELLA CONTENT STRATEGY

SMART

Gli obiettivi devono avere delle caratteristiche specifiche

Piuttosto che prendere decisioni e porsi degli obiettivi non in linea con la strategia aziendale, è fondamentale che i traguardi, anche in termini di content marketing, siano raggiungibili e coerenti con il contesto aziendale e di mercato. Un esempio di questo è il modello di Peter Druck del 1954 (ancora attualissimo!), che ci dice che ogni obiettivo deve essere:

  • S = Specifico: definito e tangibile, espressione chiara di cosa, come e perché lo si vuole ottenere;
  • M = Misurabile: cioè capace di essere espresso numericamente (es: aumento delle interazioni del 15%);
  • A = Accessibile: realistico e commisurato alle risorse e alle capacità disponibili;
  • R = Realistico: realizzabile e non utopico;
  • T = Temporizzabile: legato a una scadenza e con una serie di step intermedi di verifica.

 

I 4 TOOLS INDISPENSABILI PER PIANIFICARE LA CONTENT STRATEGY

Calendar

La gestione dei contenuti deve essere pianificata

Nella gestione di tutti i contenuti previsti dal piano editoriale, tra articoli, immagini e video, il rischio di perderne qualcuno è davvero alto. Ecco allora qualche strumento che può essere d’aiuto:

  • Google Calendar;
  • Trello;
  • Content-Dj;
  • Postpickr.

 

I 6 FORMATI DI CONTENUTO CHE NON PUOI NON PUBBLICARE

Video

I video hanno un forte appeal sull’audience

Spesso chi ha a che fare con i contenuti social per la prima volta si limita a pubblicare principalmente in formato testo, mentre i dati ci dicono che immagini e (soprattutto) video siano quelli che più di tutti catturano l’attenzione degli utenti.

Infatti, oltre ai testi, altri contenuti pubblicabili in base alla destinazione del messaggio e all’obiettivo di comunicazione sono:

  • Articoli;
  • Foto;
  • Video;
  • Poadcast;
  • E-book;
  • Stories.

Meglio alternarli sui canali social, ricordando alcuni aspetti: i video hanno più appeal agli occhi del pubblico e, nonostante i tempi di produzione, aiutano a “raccontare” l’azienda.
I contenuti dei post devono essere quindi  di diversa natura e differenziati in base al canale: LinkedIn per contenuti più formali e professionali, Instagram più visivi, Facebook più lunghi e informativi. Essi devono emozionare, coinvolgere o risolvere un problema al cliente, creando più interazioni possibili in una relazione one-to-one.

 

I 10 CONTENUTI DI VALORE CHE NON PUOI NON PUBBLICARE

Like

È importante creare contenuti di valore

A volte accade di essere colpiti da quello che viene definito il “blocco dello scrittore”. Ecco allora qualche spunto per produrre contenuti e uscire da situazioni “di stallo”:

  • Interviste al team, perché è il core dell’azienda, ma anche ai tuoi clienti, perché parlano di te;
  • Storie dei traguardi aziendali o dei successi raggiunti dai clienti grazie alle soluzioni proposte;
  • Storie sul “dietro le quinte”, come il processo che porta a un prodotto o risultato;
  • Ricerche di settore;
  • Risorse gratuite (tutorial, report e guide);
  • Risposte alle FAQ poste dai clienti;
  • Formazione di settore (webinar);
  • Opinioni/Feedback su un determinato argomento;
  • Promozioni e anteprime dedicate;
  • Contest aziendali.

 

I  6 CONTENUTI DA NON PUBBLICARE MAI ( “mai” vuol dire “mai!”)

Bad Content

La selezione dei contenuti deve essere accurata

Non vale la regola che ogni contenuto vada bene purché si pubblichi, la selezione deve essere attenta e coerente con la mission. Esempi di contenuti da evitare sono:

  • Autoreferenziali, che parlano in maniera troppo ridondante e persistente dell’azienda e dei suoi successi;
  • Promozionali, dove l’unico imperativo è vendere;
  • Conorrori ortografici”, perché un refuso capita a tutti, ma è sempre bene prendersi qualche minuto per revisionare più volte il contenuto;
  • Di cui non è stata verificata la fonte, per evitare “figuracce” nel mercato di riferimento;
  • Pieni di hashtag che rendono la lettura poco scorrevole e potrebbero distrarre il lettore;
  • Risposte istintive e inadeguate a commenti negativi sull’azienda, cercando sempre di mantenere un tono il più possibile pacato e comprensivo.

 

IN CONCLUSIONE…

Abbiamo cercato di fare un po’ di chiarezza sul Content Marketing e su come gestire i contenuti di una campagna sui Social Media. Ma attenzione, i contenuti da creare non riguardano solo i social, bensì anche altri strumenti comunicativi (newsletter, sito web, brochure e cataloghi aziendali).
Una regola resta sempre e comunque valida: qualsiasi contenuto venga creato, è necessario parlare con l’utente calandosi nei suoi panni, fornendogli informazioni utili su “cosa tu puoi fare per lui”.

Al prossimo articolo, keep in touch!

Lucilla Carpera, Senior Acconut Manager di GoodCom.

Lucilla Carpera